Inaugurati dopo il restauro il “Cristo sofferente” e la “Madonna dell’uccellino”

Una chiesa ricca di tesori d’arte

 

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SPINEA, maggio 2014 - Dopo il restauro sono tornati al loro antico splendore nella chiesa dei santi Vito e Modesto i bassorilievi del Cristo sofferente e della Madonna dell’uccellino. Venerdì 9 maggio 2014 sono stati inaugurati alla presenza delle autorità cittadine, di parrocchiani, della restauratrice Flavia Cabrio e di quanti hanno collaborato all’iniziativa tra gli altri la nostra associazione "Amici dei Presepi Spinea". Ha accompagnato con canti mariani la Corale parrocchiale. Per l’occasione è stata presentata la pubblicazione “Presenze rinascimentali a Spinea” relativa ai due restauri alla presenza della restauratrice Flavia Cabrio e dei curatori storico-artistici Roberto De Feo e Luca Luise. Dagli interventi dei relatori è emersa la ricchezza d’arte della chiesa. «Ho potuto contare in questo splendido edificio – ha affermato Luca Luise – ben venti opere scultoree tra legno e pietra dal 1400 al secolo corso; sei tele dipinte di cui due di grande pregio, quattro opere settecentesche ad affresco, altre tracce di affreschi sotto l’intonaco senza dimenticare la presenza dell’organo Callido del 1773». Sia il restauro che la pubblicazione sono stati resi possibili grazie alla sensibilità della comunità parrocchiale, di privati cittadini, di alcuni istituti bancari e associazioni culturali presenti nel territorio, dell’ufficio Arte sacra e beni culturali della Diocesi di Treviso, della Soprintendenza per il Patrimonio storico artistico delle Provincie di Venezia e Treviso e, non ultimo, con il patrocinio  della Regione Veneto, della Provincia di Venezia e della Città di Spinea. Inaugurazione bassorilievi chiesa s. Vito Modesto Spinea (18)«È sempre una grande gioia poter presentare un restauro delle opere d’arte che abbiamo ricevuto dai nostri padri – afferma il parroco don Antonio Genovese – in particolare quando sono opere di grande valore artistico e significative anche per la nostra devozione. La storia parla attraverso le opere d’arte che possiamo ammirare e contemplare; esse ci ricordano valori antichi ma sempre attuali, ci ricordano come sia la bellezza che fa unire gli spiriti liberi. Le due opere del XV secolo, la scultura del “Cristo passo” di Giovanni Buora e la formella della “Madonna col Bambino” di Antonio Rossellino ci permettono di gustarne il senso religioso che ispirano. Il “Cristo passo” ci mostra il volto di dolore e contemporaneamente sereno del Signore Gesù: è deposto dalla Croce; è “il consummatum est”, tutto si è concluso, non nel disfacimento ma nel “compimento” del Piano di salvezza del Padre, quello di dare la salvezza a tutti gli uomini, la vita eterna. E così la Madre col Bambino Gesù. La policromia che si intravede, la bellezza delle forme sembra dirci il dialogo tra Madre e Figlio e questo essere del Bambino, rivolto all’uomo che contempla ed invoca pregando».

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